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I rischi della pubblicità ingannevole per il franchisor

I rischi della pubblicità ingannevole per il franchisor

Nel precedente articolo abbiamo analizzato le sanzioni pecuniarie che possono essere irrogate dall’AGCM a carico del franchisor in caso di pubblicità ingannevole. Ma vi sono poi ulteriori, e forse più gravi, rischi ai quali può andare incontro il franchisor.

Una pronuncia dell’AGCM per pubblicità ingannevole provoca infatti una serie di rilevanti effetti negativi per il franchisor.

Accanto al danno economico diretto (sanzione pecuniaria, divieto di diffusione del messaggio), vi è infatti un rilevante danno economico indiretto, dato dal discredito commerciale e dal danno d’immagine derivante dalla pubblicazione della decisione e dalle notizie sui media).

Questa seconda tipologia di danno è ancora più grave, perché può danneggiare l‘intera rete in franchising, ostacolandone lo sviluppo e provocando ripercussioni interne che ne possono metterne a repentaglio perfino l’esistenza sul mercato.

Vi è poi un ulteriore danno economico potenziale, costituito dalla possibilità di azioni risarcitorie davanti al giudice ordinario.

Infatti, i soggetti che si ritengono danneggiati dal messaggio pubblicitario ingannevole (franchisee, ex franchisee) possono (oltre che fare denunzia all’AGCM), ricorrere in via giurisdizionale davanti al Giudice ordinario, per chiedere il risarcimento del danno.

In tal caso, il soggetto leso si pensi ad esempio ad un ex affiliato) dimostrare che la pubblicità ingannevole ha provocato un vizio nella formazione della sua volontà, determinante del consenso alla conclusione del contratto di franchising (dolo o errore).

Oppure, un concorrente del franchisor (ad es. un’altra rete in franchising, operante in un settore analogo) potrebbe dimostrare che il messaggio pubblicitario ingannevole ha costituito un atto di concorrenza sleale, ai sensi dell’art. 2598 c.c.

In tal caso, il concorrente potrebbe chiedere l’inibitoria del messaggio pubblicitario, anche in via cautelare d’urgenza (art. 700 C.p.c.), e/o il risarcimento del danno, ad es. per la sottrazione di clientela subita per effetto dell’ingannevolezza del messaggio pubblicitario.

La tutela in via amministrativa (davanti all’AGCM) e quella giurisdizionale (davanti al Giudice Ordinario) corrono su binari paralleli, in quanto l’una non incide sull’altra. Tuttavia vi sono interferenze di fatto.

Infatti, un provvedimento dell’AGCM che accerta la natura ingannevole di un messaggio pubblicitario costituisce un grave indizio nel giudizio davanti al Giudice ordinario circa la responsabilità dell’operatore (per dolo o errore), e può quindi essere utilizzata per ottenere il risarcimento del danno, anche in modo strumentale.

Nel prossimo articolo inizieremo ad esaminare alcuni recenti provvedimenti emessi dall’AGCM contro franchisors per ingannevolezza del messaggio pubblicitario, dai quali possono trarsi utili indicazioni per evitare rischi e sanzioni.

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